Cerchiamo sempre la luce perfetta per realizzare un ritratto. All’aperto ad esempio io mi affido sempre alle calde luci del primo tramonto. Quando il sole è già basso sull’orizzonte e permette di illuminare il volto volendolo anche in controluce con un chiarore soffuso e non eccessivo della siluette del viso lasciando in ombra gran parte di esso.

Ma la luce bella del tramonto dura poco. I raggi del sole si spostano velocemente ed in un attimo le macchie di luce che avevo ricercato non ci sono più.

Per questo motivo amo lavorare in uno studio fotografico. Qui ho a mia disposizione tutti i soli che voglio, per quanto tempo voglio e la possibilità di sperimentare è infinita. 

Le scuole di fotografia, che essenzialmente devono dare certezze agli alunni, identificano alcuni precisi schemi di illuminazione. Non sono da considerare vincolanti essendo ogni fotografo libero di esercitare la propria fantasia e ricercare nuovi schemi espressivi.

Gli schemi classici di illuminazione sono almeno sei:

LUCE LATERALE

LUCE DI TRE QUALTI

LUCE REMBRANDT

LUCE FRONTALE detta anche LUCE PIENA

LUCE A FARFALLA

LUCE D’EFFETTO.

Nei prossimi post descriveremo i singoli schemi luce. Più che un aiuto al fotografo un promemoria per ricordare il “classico” approccio alla luce da Studio Fotografico. Ripassare è sempre utile. 

A me, infatti, capita di adottare una determinata disposizione ed intensità delle luci da studio e di utilizzarla spesso, o addirittura sempre. Riscoprire i consigli delle scuole di fotografia, magari dimenticati o abbandonati da anni, può far solo bene. Ed è secondo questa logica che mi accingo a scrivere queste note: più per me stesso che per i miei lettori.

©Roberto Salvatori